Lo straordinario mondo degli Elfi
lunedì 24 dicembre 2012
HELP!!!
Da un po' di tempo questo blog è inattivo, alcune difficoltà organizzative non ci stanno permettendo di andare avanti come vorremmo. E' per questo che chiedo a tutti gli appassionati di questo mondo elfico di darci una mano contattandoci e aiutandoci a dare corpo a nuovi interventi e riflessioni sullo straordinario mondo degli Elfi.
sabato 9 luglio 2011
Litha
21 giugno, Solstizio d’Estate: in questo giorno – conosciuto come il più lungo dell’anno – il sole culmina allo zenith, ovvero si trova nel punto più alto della volta celeste. Le giornate solstiziali nelle tradizioni precristiane erano sacre e ancora oggi ciò si riflette in una festività cattolica che cade qualche giorno dopo il solstizio canonico, al 24 giugno, quando nel calendario liturgico della Chiesa latina si ricorda la natività di San Giovanni Battista.
Anticamente invece la festa era "Midsummer" cioè Mezza Estate: i riti solstiziali che si svolgono in particolare a Stonehenge richiamano sempre migliaia di persone.
I giorni solstiziali includono alcune fra le celebrazioni più popolari dell’Occidente e poiché il sole trionfa nel cielo, le antiche tradizioni collegavano questo periodo dell’anno con la comunicazione diretta fra visibile e invisibile.
Fontehttp://www.cerchioceltico.com/feste/litha.html
Anticamente invece la festa era "Midsummer" cioè Mezza Estate: i riti solstiziali che si svolgono in particolare a Stonehenge richiamano sempre migliaia di persone.
I giorni solstiziali includono alcune fra le celebrazioni più popolari dell’Occidente e poiché il sole trionfa nel cielo, le antiche tradizioni collegavano questo periodo dell’anno con la comunicazione diretta fra visibile e invisibile.
Fontehttp://www.cerchioceltico.com/feste/litha.html
Simboli celtici
Questo disegno è un trifoglio formato da due linee parallele intrecciate. Le due linee parallele sono utilizzate per rappresentare la vita di un individuo ed il suo rapporto con il suo amato: intrecciati e contemporaneamente separati. Ciascun trifoglio rappresenta anche le forze della natura: la terra, l'aria e l'acqua. Le linee intrecciate promuovono la forza dell'amicizia e l'amore.
Fonte:http://cerchioceltico.com/
Fonte:http://cerchioceltico.com/
martedì 3 maggio 2011
lunedì 14 febbraio 2011
Origine della festa degli innamorati
L’origine della festa degli innamorati è il tentativo della Chiesa cattolica di porre termine ad un popolare rito pagano per la fertilità. Per gli antichi Romani il mese di Febbraio era considerato il periodo in cui ci si preparava all’arrivo della primavera, considerata la stagione della rinascita. Si iniziavano i riti della purificazione: le case venivano pulite, vi si spargeva il sale ed una particolare farina. Verso la metà del mese iniziavano le celebrazioni dei Lupercali (Dèi che tenevano i lupi lontano dai campi coltivati). Fin dal quarto secolo a.C. i romani pagani rendevano omaggio, con un singolare rito annuale, al Dio Lupercus. I Luperici, l’ordine di sacerdoti addetti a questo culto, si recavano alla grotta in cui, secondo la leggenda, la lupa aveva allattato Romolo e Remo, e qui compivano i sacrifici propiziatori.
Lungo le strade della città veniva sparso il sangue di alcuni animali, come segno di fertilità; ma il vero e proprio rituale consisteva in una specie di lotteria dell’amore. I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un’urna ed opportunamente mescolati. Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno, avrebbero vissuto in intimità, affinché il rito della fertilità fosse concluso. L’anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie.
I padri precursori della Chiesa, determinati a mettere fine a questa pratica licenziosa, hanno cercato un santo “degli innamorati” per sostituire l’immorale Lupercus. Nel 496 d.C. Papa Gelasio annullò questa festa pagana ed iniziarono il culto di San Valentino, un vescovo che era stato martirizzato circa duecento anni prima. San Valentino, nato a Terni nell'anno 175 d.C., divenne così il patrono dell’amore e protettore degli innamorati di tutto il mondo. Valentino dedicò la sua vita alla comunità cristiana e alla città di Terni, dove infuriavano le persecuzioni contro i seguaci di Gesù. Fu consacrato vescovo della città nel 197 d.C. dal Papa San Feliciano. È considerato il patrono degli innamorati poiché la leggenda narra che egli fu il primo religioso che celebrò l’unione fra un legionario pagano ed una giovane cristiana.
La storia di San Valentino ha due finali differenti. Secondo una versione, quando l’imperatore Aureliano ordinò le persecuzioni contro i cristiani, San Valentino fu imprigionato e flagellato lungo la via Flaminia, lontano dalla città per evitare tumulti e rappresaglie dei fedeli. Mentre la seconda versione racconta che, nel 270 d.C. il vescovo Valentino, famoso per aver unito in matrimonio un pagano ed una cristiana, fu invitato dall’imperatore pazzo Claudio II che tentò di persuaderlo a convertirsi nuovamente al paganesimo. San Valentino, con dignità, rifiutò di rinunciare alla sua Fede e, imprudentemente, tentò di convertire a sua volta Claudio II al Cristianesimo. Il 24 febbraio 270 d.C. San Valentino fu lapidato e poi decapitato.
La storia sostiene, inoltre, che mentre Valentino era in prigione in attesa dell’esecuzione si fosse innamorato della figlia cieca del guardiano, Asterius, e che con la sua fede avesse ridato miracolosamente la vista alla fanciulla. Si racconta che prima di morire Valentino le avesse mandato un messaggio d’addio che si concludeva con “dal vostro Valentino”. Una frase che nel tempo, è diventata sinonimo di Vero Amore.
FONTE: http://www.facebook.com/pages/Giardino-delle-Fate/86647555282#!/pages/Castello-delle-Favole/121135012822
Lungo le strade della città veniva sparso il sangue di alcuni animali, come segno di fertilità; ma il vero e proprio rituale consisteva in una specie di lotteria dell’amore. I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un’urna ed opportunamente mescolati. Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno, avrebbero vissuto in intimità, affinché il rito della fertilità fosse concluso. L’anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie.
I padri precursori della Chiesa, determinati a mettere fine a questa pratica licenziosa, hanno cercato un santo “degli innamorati” per sostituire l’immorale Lupercus. Nel 496 d.C. Papa Gelasio annullò questa festa pagana ed iniziarono il culto di San Valentino, un vescovo che era stato martirizzato circa duecento anni prima. San Valentino, nato a Terni nell'anno 175 d.C., divenne così il patrono dell’amore e protettore degli innamorati di tutto il mondo. Valentino dedicò la sua vita alla comunità cristiana e alla città di Terni, dove infuriavano le persecuzioni contro i seguaci di Gesù. Fu consacrato vescovo della città nel 197 d.C. dal Papa San Feliciano. È considerato il patrono degli innamorati poiché la leggenda narra che egli fu il primo religioso che celebrò l’unione fra un legionario pagano ed una giovane cristiana.
La storia di San Valentino ha due finali differenti. Secondo una versione, quando l’imperatore Aureliano ordinò le persecuzioni contro i cristiani, San Valentino fu imprigionato e flagellato lungo la via Flaminia, lontano dalla città per evitare tumulti e rappresaglie dei fedeli. Mentre la seconda versione racconta che, nel 270 d.C. il vescovo Valentino, famoso per aver unito in matrimonio un pagano ed una cristiana, fu invitato dall’imperatore pazzo Claudio II che tentò di persuaderlo a convertirsi nuovamente al paganesimo. San Valentino, con dignità, rifiutò di rinunciare alla sua Fede e, imprudentemente, tentò di convertire a sua volta Claudio II al Cristianesimo. Il 24 febbraio 270 d.C. San Valentino fu lapidato e poi decapitato.
La storia sostiene, inoltre, che mentre Valentino era in prigione in attesa dell’esecuzione si fosse innamorato della figlia cieca del guardiano, Asterius, e che con la sua fede avesse ridato miracolosamente la vista alla fanciulla. Si racconta che prima di morire Valentino le avesse mandato un messaggio d’addio che si concludeva con “dal vostro Valentino”. Una frase che nel tempo, è diventata sinonimo di Vero Amore.
FONTE: http://www.facebook.com/pages/Giardino-delle-Fate/86647555282#!/pages/Castello-delle-Favole/121135012822
sabato 6 novembre 2010
I Druidi
I druidi nella società celtica erano sacerdoti, magistrati e maghi, depositari delle tradizioni comunitarie, del sapere collettivo e dell'identità comune nella quale tutti i Celti di tutte le diverse tribù si riconoscevano. Svolgevano tipicamente le funzioni sacerdotali ma non erano solo collegamento tra gli uomini e gli dei, ma erano anche i responsabili del calendario e i guardiani del "sacro ordine naturale". Erano perciò anche filosofi, scienziati, astronomi, maestri, giudici e consiglieri del re. Un'iscrizione gallica proveniente dalla Gallia meridionale prova l'esistenza anche di donne tra i druidi.Cesare nel "De Bello Gallico" ci trasmette il carattere elitario della sapienza all'interno della società celtica: era proibito l'uso della scrittura per la registrazione dei precetti religiosi; l'educazione di un druido durava circa vent'anni e riguardava ambiti quali l'astronomia (possedevano una tale padronanza di questa materia da stupire lo stesso Cesare), scienze e nozioni sulla natura; dal momento che la scrittura era proibita per i precetti religiosi, il lungo percorso educativo era dedicato soprattutto alla memorizzazione delle conoscenze. Queste ultime venivano poi applicate all'elaborazione di un proprio calendario. Il più antico calendario celtico conosciuto è quello di Coligny, databile al I secolo a.C. Era molto più elaborato e complicato di quello giuliano prevedendo un complesso sistema di sincronizzazione della fasi lunari con l'anno solare.
Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Celti#Societ.C3.A0
I Celti
I Celti non sono un solo popolo né una sola razza, piuttosto possiamo parlare di un insieme di popoli diversi che si fusero insieme nel corso di un migliaio d'anni, tra il III e il II millennio a.C.Questo grande popolo, padrone infine di quasi tutta l'Europa, rimase quasi sconosciuto alla storia fino al IV secolo a.C. quando, dopo aver attraversato le Alpi, le tribù celtiche iniziarono a riversarsi nell'area meditteranea.
La quasi totale assenza di notizie disponibili, il loro numero sterminato, l'aspetto feroce con cui si mostrarono, il corpo gigantesco e le consuetudini barbare dei loro guerrieri, contribuirono a creare l'alone di timore e mistero che sarebbe rimasto abbinato per sempre alla civiltà celtica.
Quando i Celti irruppero al Sud delle Alpi, facendo la loro prima comparsa nella storia scritta, erano già una nazione poliedrica e composita, con più di mille anni di storia alle spalle; una cultura al culmine del proprio splendore e della propria potenza.
Fonte: http://celti.it/
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